L’orto giardino

 

Un viaggio personale

 

Sull’agricoltura, l’orticoltura e il giardinaggio esistono milioni di parole scritte su libri, riviste, blogs, siti web, corsi …, ma la coltivazione è un viaggio personale attraverso il nostro sentire. Le cosiddette regole di buona pratica sono molto utili come base per chi inizia, o per nuove esperienze ma le scelte fatte con l’istinto possono fare miracoli in condizioni che non sono mai standard perché ogni luogo è diverso e così ogni coltivatore e con il tempo anche loro cambiano.

 

Le colture estensive, finalizzate alla produzione di cibo in quantità importanti per destinarlo alla vendita, pur con tutte le buone intenzioni di produzioni biologiche, di clientela fidelizzata attraverso gruppi di acquisto, di etica etc portano stress da produzione, preoccupazioni per le sorti delle colture, momenti di intenso lavoro, alternati a .. momenti di intenso lavoro, perché mentre si stanno raccogliendo i frutti di un campo si sta pensando che è quasi già tardi per seminare questo o quello … preoccupano il meteo, la colonizzazione dell’orto da parte di insetti ed altri ospiti, la produttività delle piante.. le variabili della vita insomma, infine lo sforzo fisico prolungato è logorante. Ciò non è sostenibile, sia in termini economici, visti i prezzi di mercato di frutta e verdure, sia perché sottrae la possibilità di godere dei lati positivi dell’accudire la terra.

 

Certo “la terra è bassa”, come si usa dire, e anche nell’orto di casa ogni giorno c’è tanto da fare ma c’è un’altra qualità, c’è la possibilità di seguire di più i suoi e i nostri ritmi.

 

Collocazione dell’orto

 

Il luogo ideale per un orto è in prossimità del luogo in cui viviamo in modo da potervi trascorre più tempo possibile, anche solo 10 minuti alla volta, che ci servono per notare un particolare, spostare questa o quella cosa, raccogliere un frutto o una pianta per la cucina, mettere un seme nella terra, seguendo l’ispirazione del momento.

 

Un orto/giardino con piante commestibili, alberi da frutta e non, fiori, cespugli, pieno di verde che appaga la vista è un buon luogo per ascoltarci. Una dimensione intima dove creiamo le nostre relazioni con le piante, con lo spazio, con ciò che abbiamo a disposizione: sole, vento, rugiada, terreno più o meno sabbioso, limoso, sassoso … e lì tessiamo un dialogo tra la natura e ciò che ci appaga la vista, soddisfa il nostro palato, ci rende felici.

 

L’inizio

 

Quando ci approcciamo ad uno spazio all’aria aperta la cosa da fare prima di mettere mano a micidiali falciatrici a motore, zappe, motocoltivatori ed altri ameni oggetti da taglio e da scavo

è osservarlo: ci sono piante che già vivono li e si sono ambientate, che senza alcuna cura prosperano nelle condizioni attuali dell’orto.

 

Potrebbero essere piante spontanee, commestibili o non, residui di un vecchio coltivo i cui ortaggi hanno continuato ad auto seminarsi di anno in anno, potrebbero essere alberi ad alto fusto che creano delle belle aree di ombra o arbusti che riparano dal vento… ecco, questo è un vero tesoro da conservare.

 

Mi raccomando, prima di pensare: “queste sono infestanti”, pensate, “queste piante sono un prezioso bene che ho ereditato, sono la base per partire con tutto il resto”.

 

Potete iniziare creando dei passaggi, dei sentieri tra loro in modo da potervi muovere agevolmente, e dare occhiate qua e la. Creare una siepe o fare crescere un albero necessitano anni di cure e attesa, se ci sono già, rigogliosi e “autonomi” è molto meglio!

 

Se ci sono dei fiori spontanei che popolano anche solo una piccola parte del giardino/orto pensate che se li mantenete probabilmente si semineranno e orneranno di anno in anno il vostro giardino con le loro fioriture.

 

Quando sfalciate le zone a prato potete lasciare “delle isole” con i fiori, ne beneficeranno gli insetti e la vostra vista e anche quella dei vicini, se ne avete.

 

Le componenti dell’orto/giardino

 

Un orto/giardino è composto essenzialmente da queste componenti:

 

  • - piano basso con prato,

  • - una o più zone destinate all’orto, alle aromatiche,

  • - sentieri/passaggi agevoli per muoversi con una carriola,

  • - zone di margine con cespugli frangivento e anche di riparo che rendono più raccolta la zona,

  • - alberi,

  • - fiori, sparsi in giro,

  • - area dedicata al compostaggio dove mettere scarti vegetali della cucina, sfalci di erba e rametti.

 

Il tempo dei lavori

 

I lavori devono esser fatti quando si ha tempo, certo, ma senza farsi prendere dalla fretta e soprattutto quando ci si sente ispirati, quando il terreno non è troppo bagnato altrimenti si rischia di schiacciarlo e impedire la respirazione del suolo, e quando non è troppo secco perché ogni variazione, dallo sfalcio alla zappatura rischia solo di aumentare la traspirazione in un momento in cui l’acqua è preziosa per le piante. Se un lavoro non lo riusciamo a fare oggi, potremo farlo domani o l’anno prossimo, nel frattempo la natura avrà di sicuro provveduto a riempire quello spazio o a continuare i suoi processi senza il nostro intervento.

 

Biodiversità diffusa

 

Se lo spazio dell’orto giardino non è troppo ampio, o perlomeno nelle zone più importanti, è preferibile effettuare tutte le lavorazioni manualmente. La falce a mano consente di selezionare le piante che si desidera mantenere: fiori, aromatiche, alberelli che stanno crescendo e che con la distanza del braccio meccanico del moto decespugliatore non avreste potuto intravvedere tra l’erba, anche ortaggi sfuggiti dalle aiuole.

 

Vedrete che la biodiversità diffusa diverrà la parte più preziosa dell’orto, lo renderà unico, personalizzato, affascinante. Chi lo vedrà dirà: “Sembra un giardino spontaneo, ma si intuisce la mano di qualcuno che lo cura. E’ diverso … e non ci si stanca di guardarlo perché in ogni angolo c’è qualcosa che occhieggia”. Soprattutto in ogni stagione ci saranno fiori ed erbe tappezzanti, senza dovere investire tanto tempo in acquisto, trapianto e irrigazione di nuove piantine. La flora che giunge spontaneamente trasportata dal vento, dagli animali o contenuta nel compost che spargerete di tanto in tanto è la più forte, resistente alle malattie, all’aridità, al caldo e al freddo, ad un calpestio inavvertitamente occorso etc, non c’è nessuna pianta di vivaio che possa reggere il confronto. Anche a livello economico.

 

Questa è una cosa fondamentale da tenere a mente.

 

Conservazione dei semi

 

Ci sono delle sementi molto facili da raccogliere quando sono giunte a maturazione e da spargere, anche al momento, in zone dove desiderate che quelle piante si diffondano. Se vi piacciono, potete metterle in una bustina di carta o in un barattolo riciclato e regalarle ad altri orto-giardinieri.

 

Ci si affeziona con il tempo a certe piante e quando ciò succede è bello potere disporre la stagione successiva dei loro semi. A volte i frutti che derivano da sementi acquistate non danno semi fertili per l’anno successivo, ma a volte si, e vale la pena tentare, ma se la pianta è già nel vostro orto, oppure le sementi vi sono state donate da qualcun’altro che le ha coltivate, si può studiare come auto produrre semi e creare la propria “minibanca del germoplasma”. Questo è un buon testo di studio.

 

Gli attrezzi

 

Gli attrezzi essenziali con cui curare un giardino sono davvero pochi:

 

  • - una falce a mano con relativa pietra per affilarla,

  • - un paio di zappe, una quadrata l’altra a punta,

  • - un forcone per movimentare il cumulo del compost,

  • - un rastrello, da usare con parsimonia

  • - un pezzo di legno robusto appuntito lungo una trentina di cm, comodo da impugnare con cui fare buchi nel terreno per mettere a dimora piantine e semi,

  • - una buona forbice da potare, meglio a doppio taglio ovvero senza battente ma non sono facili da trovare,

  • - un seghetto da potature,

  • - un paio di secchi tipo quelli da pittura vuoti,

  • - una carriola, se l’orto è abbastanza grande

 

Con questi si realizza praticamente tutto il lavoro. L’importante è mantenerli in buono stato, al coperto perché non marciscano i manici, rimuovere la terra dalle parti in ferro dopo l’uso in modo che non arrugginiscano, pulire con una spugnetta umida gli attrezzi da taglio e semmai oliarli anche un poco, affilarli spesso; in questo modo vedrete che vi dureranno per anni come nuovi.

 

La cura per l’orto e la cura per gli attrezzi vanno di pari passo.

 

La compostiera

 

La compostiera può essere fatta in tante maniere, a seconda dello spazio a disposizione, io ho trovato molto semplice ed autoregolante il cumulo: gli organismi e la microfauna che garantiscono la disgregazione del materiale vegetale e la trasformazione in compost accedono al cumulo facilmente dal terreno, il quale garantisce il drenaggio delle acque meteoriche in eccesso e un po’ di scambio di umidità nella stagione secca. Per facilitare un buon avvio potete farvi regalare un po’ di compost già pronto da qualcuno, o prendere una manciata di humus del sottobosco più vicino che sono ricchi di microrganismi e lombrichi in modo da facilitare la proliferazione degli organismi utili al processo di trasformazione.

 

È importante verificare spesso, specialmente all’inizio, che il cumulo sia ben arieggiato, e contenga una quantità di erba secca e rametti sufficiente per non fare avvenire la fermentazione degli scarti di cucina, che potrebbero portare cattivi odori, muffe indesiderate, putrefazione. Non deve essere né troppo bagnato né troppo asciutto, dovete regolarvi voi a seconda delle stagioni, eventualmente ripararlo con una tettoia in autunno perché non riceva troppa pioggia ed ombreggiarlo in estate; con il tempo potete fare crescere un rampicante che faccia questa opera, ad esempio un glicine o un’edera.

Appena nella parte inferiore del cumulo si comincia a formare il compost, (un terriccio marrone scuro, umido e profumato di bosco) questo fa da “spugna” e le fermentazioni sono più rare, specialmente se si ha l’accortezza di mescolare ogni 3-4 mesi il materiale che c’è sotto con quello sopra. Quando si vede che il processo è abbastanza avanzato si può smettere di rimestare e attendere che tutto il materiale nella zona inferiore sia pronto per essere estratto e sparso sulla superficie dell’orto e del giardino.

 

Fare il compost significa riprodurre ciò che accade in un bosco quando le foglie secche e i rametti cadono sul terreno e piano piano diventano terriccio, che quindi non va generalmente messo sotto terra. L’humus è ricco di microfauna e funghi utili al terreno ma soprattutto è una spugna naturale che protegge il terreno sottostante, e favorisce l’insediamento di nuove piante

 

E’ bene stenderlo in autunno, sui prati, l’orto e le aiuole quando cominciano le piogge, in modo che non venga esposto al sole, che, seccandolo, lo danneggerebbe rapidamente. Se avete scelto di coltivare coprendo con la pacciamatura, a primavera potete stenderlo sul terreno appena seminato o in cui avete trapiantato le piantine e poi coprirlo con la pacciamatura. Lo si può utilizzare in piccole quantità per mescolarlo alle sementi quando si semina e per fare un buon terriccio per i vasi unendolo ad una uguale quantità di terra.

 

Le forme dell’orto

 

La zona dedicata agli ortaggi si può gestire in tanti modi:

 

  • con cassoni riempiti di terriccio se si ha un fondo non troppo bello, magari sassoso o costituito da materiale di riempimento, o se preferite avere sott’occhio in posizione più rialzata le aiuole,

  • con aiuole sinergiche,

  • con i tradizionali solchi a monocultura,

  • con piante miste, diffuso in tutti gli spazi liberi e di comodo accesso, con le forme più varie.

 

L’importante è che vi risulti familiare, che sia facile camminare tra le piante e farvi arrivare comodamente l’irrigazione.

 

L’irrigazione

 

Il fattore irrigazione è molto importante, i tubi microforati garantiscono che solo l'area intorno alla piantina venga irrigata limitando gli sprechi e senza bagnare le foglie che potrebbero danneggiarsi se il sole le colpisce quando bagnate. I tubi microforati e quelli ad ala gocciolante sono comodi perché dopo l’iniziale lavoro di posizionamento basta poi aprire un rubinetto e, se tutti i giunti sono ben fissati, non c’è altro lavoro da fare che controllare fino a che il terreno sia sufficientemente bagnato.

 

Ma se fate un orto diffuso è più difficile adottare questo metodo e allora può essere meglio usare un tubo in gomma e bagnare manualmente oppure posizionare una girandola.

 

La pacciamatura

 

Un modo molto efficace per limitare la necessità di acqua e proteggere il terreno è quello di utilizzare la pacciamatura, ovvero ricoprire il terreno alla base delle piante con materiale naturale, che può essere paglia, oppure erba secca - se siete in una zona con poco vento-, cippato di potature o altro materiale che avete a disposizione; l’importante è usare la fantasia e la creatività in modo da evitare il più possibile di passare più tempo all’agraria a comprare roba piuttosto che ingegnarsi a riutilizzare quello che abbiamo a disposizione. Qualcuno utilizza anche la lana dei vecchi materassi, che alla vista non è bellissima da vedere ma è efficace. Se avete pazienza potete sminuzzare anche manualmente le potature.. ci sono tanti modi. Comunque un terreno ricoperto ha un’autonomia idrica molto superiore, evita stress alle piante nelle ore più calde, favorisce la microfauna sotterranea che collabora con la vita dei vegetali. Anche la pacciamatura con pietre è un metodo che si può utilizzare, i sassi mantengono umido il terreno sottostante, evitano la crescita dell’erba e danno un tocco originale al giardino.

 

Gli insetti

 

In uno spazio verde gli insetti costituiscono una componente ronzante fondamentale perché garantiscono l’impollinazione e la regolazione di molti meccanismi di vita. In un orto dove convivono tante piante diverse raramente fanno danni importanti poiché esso ospita una popolazione di insetti variegata che si autoregola, non consentendo che una specie prevalga eccessivamente su altre. Se vedete delle piante su cui si è trasferita una colonia di gli afidi potete decidere di dedicarla a loro piuttosto che iniziare una battaglia: probabilmente abiteranno di preferenza quella pianta e lasceranno in pace le altre. Lumache e cavallette mangiucchieranno qualche foglia qui e là, ma troveranno abbondanza di cibo e quindi ce ne sarà a sufficienza per voi e per loro.

 

Nei campi di monoculture, essendoci un solo tipo di pianta, o poco più, gli insetti e le lumache hanno da mangiare solo quello che trovano quindi fanno danni rilevanti. Ma in un orto/giardino ciò solitamente non accade.

 

Quindi mi raccomando, non cedete alla tentazione di spruzzare qui e là polverine chimiche le cui magiche potenzialità di cura e fertilizzazione vengono decantate dal negozio di florovivaismo sotto casa ad ogni piè sospinto! Il terreno ne verrebbe inquinato e anche voi, e il risultato a confronto non sarà molto diverso dal non aver utilizzato alcunchè.

 

Una pianta coperta di muffa non va trattata con un prodotto, va capito perché è cosi debole da divenire substrato abitativo di qualcosa che solitamente convive con lei, ma non in maniera cosi evidente: forse è troppo all’ombra, riceve troppa acqua, non è nel terreno giusto … osservate..

 

Spazio di rigenerazione e sperimentazione

 

La vita è in continuo movimento: crea e distrugge e dalla distruzione genera nuova vita quindi non aspettatevi un giardino sempre uguale, ma un giardino in movimento che tende al suo equilibrio. Più gli anni passeranno più sarà autonomo e potrete dedicare meno tempo a irrigazione, semine, trapianti ..

 

L’orto-giardino è un buon posto dove sperimentare e stupirsi. Potrebbe capitarvi ad esempio di seminare qualcosa con grande cura nel punto che a voi sembra il più confortevole e promettente, e che lì non nasca nulla, ed invece dei semi sfuggiti altrove diano vita a splendidi esemplari in perfetta salute dove mai ve lo sareste aspettato, nel luogo che all’apparenza sembra il più inospitale dell’orto.

 

Gli alberi da frutta

 

Se avete la fortuna di vedere nascere e crescere spontaneamente un albero da frutta provate a non potarlo mai e osservare come la natura ne dispone le fronde. Quando sarà adulto, al momento della raccolta, è possibile che non riuscirete ad arrivare a prendere tutti i suoi frutti, ma gli uccelli e gli insetti ne beneficeranno. Nel caso degli alberi da frutta trapiantati, questi sono già stati potati e mutilati nella radice fittonante e quindi potrebbe non essere interessante fare questo esperimento. Certi alberi poi come l’olivo, tendono a diventare un gran cespuglio se non potato e a produrre pochi frutti, quindi è meglio continuare a potarli.

 

Ciclo casa-giardino

 

La posizione migliore dell’orto è in prossimità di casa perché può essere strettamente collegato con le attività domestiche. Dalla cucina si può raccogliere l’acqua di lavaggio delle verdure per innaffiare, si può stendere il bucato in giardino - è una cosa bellissima - si portano facilmente i residui di pulitura di frutta, verdure, noci, nella compostiera, ogni volta che si ha un seme interessante per le mani si può uscire fuori e seminarlo, si possono tenere d’occhio quotidianamente le piantine nei semenzai che è importante non rimangano mai all’asciutto né con ristagni di acqua né eccessivamente esposte al sole che le può “bruciare”. Si può osservare nelle varie ore giorno e nel corso delle stagioni come gira il sole, cosa succede nelle varie zone, quali animali ci vengono a visitare (uccelli, gatti, ricci, anche topolini, farfalle, api …), ci si può sedere a godersi il riposo e il fresco o il calore del sole senza dovere prendere l’auto e andare chissà dove per un po’ di pace e aria aperta, risparmiando cosi in itinerari e gite qui e là.

 

Nell’orto ci si “cura” dai nervosismi di passaggio: mettere le mani nella terra, è un ottimo rimedio, ci salva da tante medicine e sedute dall’analista, dà spazio alla nostra creatività.

 

Uscire qualche minuto a fare un salutino all’orto appena svegliati o di ritorno a casa è come ritrovare un caro amico. Se poi oserete anche parlargli vedrete che il verde … si farà più verde.. garantito, le piante ci sentono!

 

Vestire l’orto/giardino

 

Il giardino riflette il carattere di chi lo cura: può essere semplice, essenziale ed operativo oppure luogo di altalene, amache, siepi per meditare. Può ospitare un caos ordinato di cose che non sono immutabili come dentro casa ma in continua evoluzione ed integrazione con il resto che lì vive, può essere animato dalle vostre “opere d’arte”.

 

Piano piano vedrete che l’orto assomiglierà ad una parte della vostra personalità.

 

Vi avverto: potrebbe venirvi voglia di avere nel vostro giardino qualche pianta che sprizza vitalità nel giardino di qualcun’altro … c’è una soluzione, provate a fare delle talee. Specialmente a primavera, girate con un paio di forbici e un po’ di sacchettini nella borsa e, se non reca danno alla piante che hanno attirato la vostra attenzione, perché sono sufficientemente grandi e forti, portatene a casa un pezzettino per riprodurle. È una cosa gioiosa.

 

Sito italiano di agricoltura naturale www.agricolturanaturale.it