Estratto dall'articolo di V. Vaccaro: Storia dell'igienismo pubblicato sul sito Igiene  Naturale http://www.igienenaturale.it/storia.html

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Le origini reali dell’igienismo vanno cercate ben oltre Ippocrate

Sappiamo che igienismo naturale sta per armonia con se stessi e col mondo che ci circonda. Benessere fisico, mentale e spirituale, sono stati sempre obiettivo fondamentale dell’uomo.
Dire pertanto che l’igienismo naturale prende le sue mosse dalla cultura medico-igienistica dell’Olimpo greco, dai discendenti di Apollo, da Esculapio e dalle sue figlie Igea e Panacea, o anche da Ippocrate (490-370 a.C) che giura idealmente di fronte a loro di rispettare le regole, è una semplificazione culturale.
I medici stessi amano spingere ben oltre le proprie radici, e tirano in ballo le divinità egizie, Iside e Osiride, nonché Tot, dio della sapienza ed Ermete Trismegisto (il 3 volte grande).

Chi ha tutti i titoli per essere chiamato padre dell’Igienismo Naturale è Pitagora

Più ancora che da Ippocrate, l’igienismo naturale parte se vogliamo da Pitagora (600 a.C) che sintetizza meglio di ogni altro le verità apprese dai suoi maestri vegetariani-igienisti Anassimandro di Mileto (611-547 a.C) e Talete di Mileto (625-545 a.C), fondatore della Scuola di Mileto (Calabria), nonché dal suo trentennale peregrinare in terra Egizia, in Fenicia, Caldea, Assiria, India e Mesopotamia, assorbendo a piene mani dal ricco substrato culturale rappresentato dalle migliori culture di quel tempo, dalla Veda indiana, a quella persiana di Zoroastro.
Pitagora si occupa soprattutto di igiene fisica-mentale-spirituale, ossia di medicina preservativa.
Crotone diventa la più famosa delle scuole filosofiche e mediche dell’antichità.
Non lontano c’è Elea o Velia (oggi Castellamare della Bruca-Lucania), sede della Scuola Eleatica di Zenone e di Parmenide (VI-V a.C), medico-filosofo-naturalista, famoso per la sua difesa a spada tratta della febbre (Datemi la potenza della febbre e saprò fare mirabilie).

Pitagora faro illuminante della Civiltà Occidentale

La Scuola Pitagorica è la prima confraternita vegetariana-igienistica del mondo occidentale, se si esclude quella di Orfeo di qualche secolo prima.
Pitagora accende una fiamma che cento anni dopo si sviluppa ad Atene con l’era di Pericle, dove ha luogo la più alta concentrazione intellettuale della storia, con Socrate, Platone ed Aristotele, tutti vegetariani e tutti tributari del grande maestro Pitagora.
Una fiamma che continua a illuminare per secoli e millenni, nonostante la forsennata distruzione delle sue opere da parte della Curia romana, gelosa di avere uno scomodo concorrente capace di sovrastare la grandezza del suo Gesù Cristo.

La filosofia comportamentale di Pitagora

Pitagora insegna una nuova religione scientifica e concreta, basata non più sul credo sovrannaturale e sull’occultismo, ma sul vivere sano e naturale, sulla buona educazione e le buone maniere verso se stessi e verso tutti gli altri esseri viventi.
La filosofia comportamentale di Pitagora è quanto di più scientifico e umanitario mai predicato sul suolo terrestre.
Pitagora differisce radicalmente da tutti gli altri pensatori che lo hanno preceduto ed anche dai suoi successori storici, per la capacità di rifuggire dai meandri di quella metafisica che egli conosceva troppo bene, ed anche per la sua dedizione a risolvere i problemi  pratici degli umani in questa vita.


Stoicismo ed Epicureismo come coscienza morale del Paganesimo Romano

Epicuro (343-270 a.C), nato a Samo e vegetariano come Pitagora, sostiene che la felicità consiste nel piacere, che non è puro edonismo, ma serenità che si conquista vivendo nascostamente, in modo pacifico e non ambizioso.
Zenone di Cizico (336-264 a.C) insegna filosofia sotto lo Stoà Poikìle, portico a colonne di Atene.
Il suo stoicismo implica il dominio di se stessi, l’autosufficienza, la salute e il vegetarianismo.
Stoicismo ed epicureismo rappresentano lo sforzo supremo del paganesimo verso un ideale di nobiltà e di fermezza morale, e trovano grande seguito nella Roma Imperiale, con Epitteto, Seneca e Marco Aurelio, tra i più noti sostenitori.

Grazie al cavolo crudo, Roma va avanti sana e senza medici per 600 anni

Marco Porcio Catone, detto il Censore (234-148 a.C), è il maggior interlocutore immaginario nei dialoghi di Marco Tullio Cicerone (106-143 a.C). Ci tramanda importanti scritti di filosofia comportamentale.
Nel suo De Re Rustica, riporta che per oltre 600 anni i romani  sono vissuti sani senza alcun medico intorno, grazie al cavolo crudo, panacea preziosa per tutti gli usi, e al vino con cui si facevano infusi di erbe.
L’arte medica è considerata talmente di basso livello che ai cittadini romani non si dà permesso di praticarla. I pochi terapeuti abusivi sono tutti stranieri, o schiavi che curano il proprio padrone.

Invasione di medici-stregoni greci che curano nelle tabernae

Ma nel 292 a.C. imperversa a Roma una terribile pestilenza.
Una delegazione di medici e sacerdoti, del celebre Tempio Medico dell’Isola Tiberina, viene inviata in Grecia al tempio di Esculapio, in missione di studio.
Il primo medicastro greco che giunge a Roma nel 290 è Arcagato, che apre la strada a una migrazione di medici che curano con filtri, semplici amuleti e complessi talismani, esercitando un’arte medica rudimentale, fatta di empirismo e magie.

Uno straordinario imperatore di nome Marco Aurelio

Asclepiade (100 a.C) rappresenta quanto di meglio offre la medicina igienista del suo tempo. Secondo lui la medicina doveva rispondere a 3 requisiti ben precisi: doveva cioè essere sicura (non sperimentale), soave (non invasiva) e sollecita (diete, ginnastica, bagni, docce). Inventò a Roma l’idroterapia e le docce 2000 anni prima di Vincent Priessnitz (1801-1851), di Sebastian Kneipp (1821-1897) e di Louis Kuhne (1844-1901).
Asclepiade sottolineava: A) l’importanza delle cause nascoste a monte, B) l’importanza del corpo (del terreno umano) e di come viene usato, C) l’irrilevanza e l’indifferenza tra diverse malattie, tra diversi  sintomi (tutte le malattie e tutti i sintomi hanno cioè la stessa matrice).
Ma anche lui, come Ippocrate, venne presto tradito dagli allievi, portati a seguire i diversi sintomi locali.

Marco Aurelio Antonino (121-180 d.C) è imperatore, ma anche ottimo igienista, visto che il suo motto è Vivere conformemente alla natura. Scrive dei testi straordinari come Le Riflessioni e Le meditazioni.
Non a caso, assieme a Machiavelli, Marco Aurelio è l’autore nostrano più letto in America.
Claudio Galeno (129-201 d.C) medico-igienista e vegetariano più famoso dell’antichità assieme ad Ippocrate.
E’ moderno ed avanzato al punto di essere punto di riferimento medico fino ai nostri giorni.
Il cibo può rendere l’uomo dissoluto o responsabile, mediocre o illuminato, usava dire.
Grande ammiratore di Pitagora, come tutti i filosofi romani.

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